Tu sei magia, serata con Dario Canil

Tu sei magia, serata con Dario Canil

“Tu sei responsabile della vita che stai vivendo. Con la tua Coscienza stai proiettando qui, nella virtualità, proprio questa vita, ne sei creatore, curatore ed esecutore. Dipende tutto da te. Anche per quanto è apparentemente fuori dal tuo controllo, per esempio un lutto che puoi subire – perché in questo piano d’esistenza prima o poi tutti lasciamo il corpo -, dipende da te in termini di reazione. Sei tu che decidi come porti di fronte a ciò che non puoi controllare. Le reazioni che esprimi sono totalmente una tua libera scelta”.

Dario Canil

Libertà proprio ora

Figlia di una scelta è anche la questione se vivere addormentato o sveglio. Una persona ancora nell’oblio agisce da automa, in modo automatico, per schemi appresi, in modo reattivo. Quando l’azione si manifesta come reazione essa riporta a quel passato che non c’è ora né ci sarà mai più. Nella reazione si mostra la prigione del tempo. Quando l’azione appartiene al qui e ora, libera dal tempo, condotta in piena presenza, essa è parte di ciò che è in questo momento e non è più vincolata ad alcuna idea costruita in precedenza. L’ascolto è lo strumento di cui disponi per smascherare in tempo reale ogni tua infelice uscita dal presente. Ogni uscita dal presente è per sua natura poco felice, perché le risposte e le azioni ottimali da applicare nel presente possono trovarsi soltanto nel momento presente. Quindi se in un dato momento, grazie alla tua presenza, ti percepisci arrabbiato, deluso, ferito, triste, impotente, annoiato ecc., cerca di non farti trascinare dentro l’emozione, ma osservala da fuori come testimone silenzioso. Con il tuo sentire valuta quanto quell’emozione, come qualità e come quantità in cui viene espressa, sia davvero pertinente in quel momento così specifico e unico. Se è la sua qualità a rivelarsi fuori luogo, allora domandati in quale situazione del passato ti sei trovato a provare la medesima emozione e cerca di cogliere che tipo di collegamento, scattato in automatico, è causa del tuo sentirti alterato nel momento presente. Se invece l’emozione ti sembra appropriata, ma decisamente troppo intensa a livello quantitativo, cerca comunque il collegamento con il tuo passato, perché senza volerlo stai scontando ora il pesante pedaggio di una situazione che non solo non sta avvenendo nel momento presente, ma che non ha effettivamente nulla a che spartire con l’adesso. La libertà è anche uno stato di presenza che ti rende consapevole che esiste soltanto Ora, che il passato non c’è più e non ci sarà mai più o, addirittura, non c’è mai stato come la tua mente lo ricorda, perché tu, cambiando consapevolezza, modifichi ineluttabilmente il tuo passato.

Se ciò che hai pensato e fatto non ti ha portato dove volevi, cambia ciò che pensi e fai!

“Ma io l’ho fatto mille volte, ho provato tante strade, ho cambiato stile di vita, ho fatto seminari, meditato e letto libri.” Questo mi sembra molto buono, sia l’esserti messo in discussione, sia l’aver osato sperimentare il cambiamento, sia l’aver coltivato con dedizione e impegno la tua conoscenza in ambito spirituale. Va tutto bene! Benissimo, direi. Ti suggerisco di continuare in questa direzione. “Ma è quello che faccio da anni, eppure mi sembra di essere sempre punto e a capo.” Probabilmente senti che è così perché l’hai fatto sforzandoti. Hai forzato e costretto te stesso. E così facendo, hai negato te stesso. Hai negato la perfezione di quello che Sei. Non c’è mai stato nulla di sbagliato in te, nulla che fosse meno che perfetto. Tutto ciò che hai espresso è sempre stato il meglio che potevi fare in quel determinato momento. Persino lo sforzo nel farlo è, in verità, perfetto e ti sta semplicemente comunicando qualcosa. La percezione di dover sempre fare qualcosa nega ciò che già c’è proprio nel qui e ora e proprio nella sua perfezione. Avere l’idea del dover sempre fare qualcosa implica che ciò che si è fatto fino a questo momento non ha funzionato, non è abbastanza, non è soddisfacente. Prova a sentire se ti risuona un’altra strada, quella del non-fare. Ne conosco due tipi: il non-fare creativo dell’agguato e il non-fare della resa al qui e ora

E come fermi l’incantesimo delle storie della mente?

Introducendo in modo creativo un elemento dissonante nel tessuto dei comportamenti ordinari, con il preciso intento di arrestarne il monotono, uniforme e ipnotizzante accadere. L’elemento dissonante è proprio il non-fare creativo che di volta in volta è capace di frantumare la routine e la rigidità percettiva a essa collegata.

Da quanto tempo hai smesso di vivere felice?

Blocchi emotivi, paure, inibizioni stanno impedendo l’espressione vera del tuo potenziale. Il mio intento è farti riscoprire e liberare ciò che già Sei ma forse non riesci a scorgere nella sua fulgente bellezza. Se imparerai a vedere la Magia scoprirai che essa è ovunque. E che tu sei qui e ora per vivere felice.

Durante questa serata ti spiegherò come iniziare a farlo… ti aspetto!

 

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